Il mutuo variabile in due righe
Un mutuo a tasso variabile in Italia ha un tasso composto da un parametro di indicizzazione, quasi sempre l'Euribor, e da uno spread fissato dalla banca al momento della stipula. Il parametro cambia ogni giorno sul mercato; il contratto stabilisce ogni quanto la banca lo rilegge e ricalcola la rata. Lo spread, invece, resta identico dalla prima all'ultima rata.
Questa pagina spiega quale Euribor viene usato, come avviene l'aggiornamento e come tradurre una variazione del tasso in euro al mese.
Quale scadenza: 3 mesi o 1 mese
Nei mutui italiani la scadenza più usata è l'Euribor 3 mesi. Segue l'Euribor 1 mese, scelto da alcune banche perché segue più da vicino le decisioni della BCE. L'Euribor 6 mesi e il 12 mesi compaiono raramente nei mutui italiani, mentre sono la regola in altri paesi: il 12 mesi domina in Spagna e in Finlandia, il 6 mesi è il più diffuso in Portogallo.
La scelta della scadenza ha una conseguenza pratica. Con l'Euribor 1 mese la rata reagisce entro poche settimane a un cambio di rotta della BCE, in salita come in discesa. Con il 3 mesi la reazione è un po' più lenta e più graduale, perché il tasso a tre mesi incorpora già una parte delle attese sul trimestre successivo.
Come viene rilevato il parametro
Il contratto specifica in che modo la banca legge l'Euribor. Le formule più comuni sono due: la media mensile del mese precedente, calcolata su tutte le rilevazioni giornaliere, oppure il valore rilevato in una data precisa, spesso l'ultimo giorno lavorativo del mese. Alcuni contratti prevedono anche un arrotondamento, per esempio allo 0,05 o allo 0,10 superiore, e in alcuni casi un valore minimo (floor) sotto il quale il parametro non può scendere.
Le pagine mensili di questo sito riportano la media mensile di ogni scadenza, calcolata sulle rilevazioni giornaliere ufficiali (dati BCE / Eurosistema) e confrontata con la media ufficiale del portale dati della BCE, oltre al primo e all'ultimo valore del mese. Per verificare il conto della banca ti serve il valore corrispondente alla regola del tuo contratto.
L'aritmetica: parametro più spread
La formula è sempre la stessa: tasso applicato = Euribor della scadenza contrattuale + spread. Un esempio con i valori di oggi. Supponiamo un contratto indicizzato all'Euribor 3 mesi con spread di 1,20 punti percentuali. Il parametro rilevato al 4 settembre 2026 è 2,679 %; il tasso applicato al prossimo aggiornamento sarebbe quindi 2,679 % più 1,20 punti, se la banca usasse il valore di quel giorno. Se il contratto prevede la media mensile, va usata la media del mese di riferimento, che trovi nella pagina del mese.
Per un contratto sull'Euribor 1 mese il ragionamento è identico, con 2,364 % come parametro di partenza.
Con il tasso applicato e il capitale residuo, la banca ricalcola la rata con la formula dell'ammortamento alla francese sulla durata residua. È lo stesso calcolo che fa il calcolatore di questo sito.
Quanto vale un punto percentuale
Un modo semplice per farsi un'idea: su un mutuo con 150.000 euro di capitale residuo e 20 anni ancora da pagare, un punto percentuale in più o in meno sul tasso vale all'incirca 70–80 euro al mese, un po' di più se il tasso di partenza è alto e un po' di meno se è basso. Con 25 anni residui l'effetto per punto è maggiore, perché la quota interessi pesa di più; con 10 anni residui è minore. Su un capitale di 250.000 euro, i numeri vanno moltiplicati di conseguenza.
Non si tratta di previsioni: è pura aritmetica sul capitale residuo. Il calcolatore permette di inserire i tuoi dati e confrontare la rata con quella del precedente aggiornamento.
Quando cambia la rata
Il ricalcolo avviene alla scadenza prevista dal contratto, tipicamente ogni mese per i mutui indicizzati all'Euribor 1 mese e ogni trimestre per quelli sull'Euribor 3 mesi, anche se molte banche aggiornano il parametro mensilmente in entrambi i casi. Tra un aggiornamento e l'altro la rata resta fissa, qualunque cosa faccia l'Euribor nel frattempo. Per questo il valore che conta non è quello di oggi ma quello del mese o del giorno di rilevazione.
Dove viene pubblicato il riferimento
In Italia non esiste una pubblicazione ufficiale in Gazzetta come in altri paesi. Il valore usato dalla banca compare nell'estratto conto o nell'avviso di variazione della rata, e le quotazioni giornaliere dell'Euribor sono riportate sulle pagine dei mercati de Il Sole 24 Ore, a cui molti contratti fanno riferimento. I numeri di questo sito sono dati ufficiali BCE / Eurosistema: gli stessi valori, pubblicati con 24 ore di ritardo.
Cosa controllare nel contratto
Cerca la scadenza dell'Euribor, la regola di rilevazione (media o valore puntuale, di quale mese), l'eventuale arrotondamento, l'eventuale floor e lo spread. Con questi cinque elementi puoi ricostruire il tasso applicato a ogni aggiornamento e confrontarlo con i valori pubblicati qui. Se il conto non torna, chiedi alla banca quale rilevazione ha usato: la risposta deve corrispondere a un valore verificabile.